Tumore alla prostata: presto il via alla terapia alle nanoparticelle


Prossimi gli esiti dei primi studi clinici con nanoparticelle contro itumori alla prostata. A dare l’annuncio la BIND Biosciences, un’azienda di Cambridge, in Usa, fondata dagli scienziati che hanno creato e testato su animali queste nanosfere.
Localizzazione prostata
Localizzazione 

Dopo il successo delle sperimentazioni in laboratorio, ha annunciato il vicepresidente della compagnia Jeff Hrkach, entro un anno inizieranno i test clinici su 25 pazienti.

Si tratta di particelle-contenitori dal diametro mille volte piu’ piccolo di quello di un capello umano rivestite da un particolare ‘mantello molecolare’ che le rende invisibili al sistema immunitario e quindi al suo attacco. Di fatto quello della non ‘invisibilità’ delle era stato finora un problema senza soluzione che precludeva il loro utilizzo clinico

La prostata è l' organo «preferito» Dubbi sui linfonodi da rimuovere

 


P iù della metà delle procedure robotiche è eseguita oggi per rimuovere tumori alla prostata, ma ci sono ancora controversie sull' opportunità di usare il robot. Spiega Walter Artibani, direttore della Divisione di urologia dell' Ospedale Policlinico di Verona: «Da poco, per la

Prostata, i molti modi per rallentare il tumore


All'European Association of Urology occhi puntati sulle novità farmacologiche per i pazienti con una malattia in fase avanzata

MILANO – Come dimostrano i risultati di un’ampia sperimentazione americana condotta su quasi 1.200 uomini, c’è un nuovo farmaco in grado di migliorare la sopravvivenza nei pazienti con un carcinoma alla prostata in stadio avanzato.

Una diagnosi del tumore alla prostata senza errori



SALUTE – Un chip in grado di rilevare preventivamente il tumore alla prostata senza errori o falsi positivi. Inutile dire che una cosa del genere potrebbe migliorare sensibilmente le diagnosi oncologiche, ed è un risultato tutto italiano. È stato infatti sviluppato dal Consorzio Interuniversitario Nazionale per la Scienza e Tecnologia dei Materiali attraverso le Università di Parma e Catania.

Tumore della Prostata



L’adenocarcinoma prostatico costituisce il primo tra i tumori più comuni negli uomini con un’incidenza di circa il 21%.
Tale tumore ha una tendenza ad essere lentamente progressivo prima di arrivare all’evidenza clinica della neoplasia stessa.
Il 70% dei tumori prostatici si sviluppano a livello della zona periferica della ghiandola prostatica, molto più raramente a livello della zona centrale ed in quella di transizione.
Si tratta di una patologia correlata con l’età, rara al di sotto dei 40 anni, con un’incidenza massima tra la settima e l’ottava decade d’età.
La possibilità di una “diagnosi precoce”, grazie al dosaggio ematico del “PSA” (Antigene Prostatico Specifico) effettuato annualmente al di sopra dei 50 anni d’età, ha drasticamente sovvertito le opzioni

Come affrontare l’incontinenza





Un problema che affligge un importante numero di persone è l'incontinenza urinaria ovvero la perdita involontaria di urina. Questa condizione medica è frequente nel sesso femminile e la sua incidenza cresce con l'aumentare dell'età, perch´ sia la vescica sia le strutture del pavimento pelvico subiscono, con gli anni, alcuni cambiamenti che possono favorirne l'insorgenza. Inoltre alcune patologie come il diabete mellito, il morbo di Parkinson e la demenza senile concorrono ad alterare il meccanismo della continenza. Nel sesso maschile è spesso legata a

Un esame delle urine per la diagnosi di tumore alla prostata

SECONDO ALCUNI RICERCATORI INGLESI IL LIVELLO DELLA PROTEINA MSMB NELLE URINE DEGLI UOMINI POTREBBE INDIVIDUARE, DIVERSI ANNI PRIMA, IL RISCHIO DI SVILUPPARE CANCRO ALLA PROSTATA
Prostata
Solo in Gran Bretagna, ogni anno, dieci mila uomini perdono la vita a causa del tumore alla prostata: per questo alcuni ricercatori inglesi si sono adoperati per trovare un nuovo metodo di diagnosi. 
Il coordinatore dello studio Hayley Whitaker ha spiegato che durante la ricerca sono stati presi in considerazione oltre 350 uomini con e senza tumore alla prostata, di cui sono stati analizzate tessuti e urine. Da queste analisi è emerso che, negli individui malati, il livello della proteina MSMB presente nelle urine è minore rispetto a quello dei soggetti sani. La scoperta è a dir poco entusiasmante, poiché questa nuova tipologia di screening potrà sostituire definitivamente l'attuale test del PSA nel sangue, ultimamente accusato di inaccuratezza. Il test, ancora in fase di perfezionamento, permetterà di diagnosticare la malattia diversi anni prima della sua manifestazione e sarà accessibile a tutti. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista PlosOne.
fonte:http://www.molecularlab.it/news/view.asp?n=6975